|
Tra bar enoteche, night-club, ristoranti ed alberghi di tutto il mondo, si potrebbero idealmente mettere insieme circa ottomila ricette per cocktail: è però ovvio che la maggior parte di esse non presenterebbero alcuna validità, oppure risulterebbero soltanto mediocri e trascurabili elaborazioni di altre.
Entrare nel mondo dei cocktails, per il neofita o anche per colui che vuole approfondirne la conoscenza, vuol dire comprendere gradatamente “l’arte del miscelare”, cioè l’espressione più complessa e raffinata di un ‘altra arte difficile: il bere. Ma sarà bene procedere, per chi non la conoscesse, con una sintetica ‘storia’ che ci narrerà, nell‘ambito di questa nostra presentazione, l’evolversi della tecnica di preparazione dei cocktails a partire dagli anni ‘20, periodo in cui imperava negli Stati Uniti il Proibizionismo. A quel tempo, in America, c’era per molti il comprensibile bisogno di nascondere un alito che profumava troppo di whisky o di gin di contrabbando, e ciò diede grande impulso all’ideazione dei cocktails. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Cocktail Negroni Una parte di Campari Una parte di Gin Una parte di Vermouth dolce. Agitate gli ingredienti con ghiaccio. Versate poi la mistura in bicchieri da cocktail già freddi. È simile al precedente ‘Cardinal II’, solo che qui il Vermouth è dolce invece che secco. Può anche essere servito sul ghiaccio con uno spruzzo di succo di limone o di seltz, oppure entrambi. |
|
|
Cocktail Sidecar Una parte di Brandy Una parte di Curacao Una parte di succo di limone. Agitate bene gli ingredienti, con ghiaccio, e versate poi in bicchieri da cocktail già freddi. |
|
|